CSR, Responsabilità Sociale delle imprese: Italia fanalino di coda nella ricerca RGA

Dal Primo Rapporto sulla Responsabilità Sociale e la Competitività realizzato dalla RGA, emerge che la CSR in Italia è ancora indietro rispetto al contesto internazionale e sembra non avere alcun effetto in termini di competitività, ma solo in termini di reputazione.

Su 31 Paesi analizzati l’Italia è solo al 26° posto, poco sopra il Messico, il Perù, l’Egitto e la Grecia.

Elisa Scarcella in Eccellere sottolinea che il rapporto è basato su una ricerca condotta da un gruppo di lavoro coordinato da Carlo Cici (Senior Manager di RGA e docente di comunicazione ambientale e sociale all’Università Statale di Milano), svolta attraverso interviste in profondità, condotte tra giugno e ottobre 2009, ai vertici di più di quaranta aziende italiane: Acea Electrabel, Arthur D. Little, Amsa, Atm, Banca Prossima, BAT Italia, Casaleggio & Associati, Coca-Cola HBC Italia, Coop Lombardia, Deloitte, Eu.promotion, Ferrovie dello Stato, Fiat, Fondazione Imola, Fondazione Monte Paschi di Siena, Furla, Gancia, Gruppo Mercurio, Gruppo Hera, Impregilo, Interactive Data Kler’s, Intesasanpaolo, Italfer, Italgas, Juventus, Lucchini, Mazzali, Microsoft Corporation, Pomini, Protiviti, Raffineria di Milazzo, Rcs, Rfi, Roche, Roche Diagnostics, Sace, Saes, Sistemi urbani, Trenitalia, Upim, Valsoia,

Per l’Italia si tratta di un posizionamento distante dai principali Paesi europei e, più in generale, dai Paesi sviluppati: nella prima posizione della classifica appare la Svizzera seguita da Danimarca, Singapore, USA, Svezia. Fino a poco tempo fa poteva essere sufficiente “compensare” con una donazione i danni arrecati alla collettività o al pianeta nello svolgimento della propria attività d’impresa.

Oggi non è più così: temi come la fame nel mondo e l’inquinamento ambientale che difficilmente si conciliano con le logiche aziendali, rientrano nel concetto di sostenibilità, concetto che non può più essere messo in discussione, perché divenuto fattore chiave del business che può aumentare la competitività dell’azienda, andando oltre i benefici temporanei in termini di ritorno d’immagine.

Per i vertici delle nostre aziende, purtroppo, i fattori chiave per il successo sono riconducibili soltanto al mercato e il principale beneficio che si trae dalle azioni di CSR è reputazionale e di brand. Deve dunque cambiare l’ottica secondo la quale agire.

Anche se quasi ultime in classifica, le imprese italiane adottano alcuni interventi socialmente responsabili. I più significativi sono dedicati principalmente:

  • alle persone, nel campo della salute e della sicurezza o della formazione;
  • alle comunità, come attività di beneficenza e donazioni, partnership con enti locali e associazioni no profit;
  • all’ambiente, creando ad esempio prodotti a minor impatto ambientale, certificazione ISO 14001 e pubblicazione dei dati ambientali.

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fonti:

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