E’ iniziata oggi la 36ª sessione della Conferenza Generale dell’UNESCO. Lo sviluppo sostenibile tra i temi fondamentali

Le delegazioni di 193 Stati Membri e dei paesi associati sono riuniti a Parigi dal 25 ottobre al 10 novembre allo scopo di stabilire il programma, le strategie e il budget dell’Organizzazione per il prossimo biennio poiché la Conferenza Generale si tiene ogni due anni.

Priorità sarà data ai programmi più importanti dell’UNESCO, come l’Education for All (2015) che mira a garantire a tutti i bambini del mondo l’accesso all’istruzione primaria entro il 2015 e a temi fondamentali come lo sviluppo sostenibile e la cultura della pace e della non violenza.

Diversi Capi di Stato e di Governo, soprattutto della regione africana, prenderanno parte il 26 e il 27 ottobre alla tavola rotonda delle autorità (“Leader Forum”) sul tema “Come l’UNESCO può contribuire a diffondere la cultura della pace e dello sviluppo sostenibile?”.

Il 2 novembre la riunione plenaria sarà dedicata alla celebrazione del primo decennio dall’adozione della Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale. Tra le questioni più delicate previste nel programma della Conferenza c’è la richiesta di ammissione della Palestina all’UNESCO. Saranno presentati gli esiti del Forum UNESCO dei Giovani. Si deciderà se istituire una Giornata internazionale dedicata al Jazz.

Questa 36ª Conferenza Generale dell’UNESCO, apertasi senza grande enfasi stamane a Parigi” –sottolinea il Prof. Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO a seguito della cerimonia inaugurale – “si delinea come una delle Conferenze più importanti nella storia dell’UNESCO, dovendo affrontare – per prima tra le Agenzie Internazionali dell’ONU – il difficile nodo della Palestina. Il ruolo dell’Italia, come sempre, sarà di primaria importanza tanto nella mediazione politico-culturale tra le diverse posizioni nell’area Mediorientale quanto nell’abbattimento delle tensioni internazionali su uno scacchiere più ampio di rilievo globale.  L’ipotesi di un declassamento del ruolo statunitense nell’UNESCO è assolutamente da scongiurare, pur nella convinzione dell’incoercibile diritto di tutti i popoli, compresi quello palestinese, alla loro autodeterminazione. La gradualità delle scelte e l’intelligenza di una strategia politico-diplomatica” –conclude il Prof. Puglisi –  certamente prevarranno sull’impeto emotivo del momento. L’UNESCO per sua natura è un’organizzazione inclusiva, guai a farne un terreno di scontro politico ideologico”.

Nel processo decisionale ad ogni Paese spetta un voto.

Per saperne di più (sito in lingua in inglese o francese)

Fonte: www.unesco.it

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