PSR 2012 – Rassegna stampa – Progetto Padova Sostenibile Responsabile

2012 Programma Nazionale delle Iniziative UNESCO ESS v. alle pagine 190 e 191  

ARGAV 16 10 2012 Corso di Formazione web 2.0

2102 12 12 IRECcon Italia twitter

2012 12 27 Gazzettino Padova Riccardo Bentsik2012 11 vari giorni TV emittenti varie programmazione palinsesto2012 11 21 Gazzettino Padova2012 11 12 iPadova Oggi2012 11 12 ipadova Oggi ultima ora2012 11 12 innovazione veneto2012 11 12 domus energia azienda2012 11 10 eco città2012 11 09 Veneto innovazione azienda2012 11 09 Il Gazzettino Padova2012 11 09 electric mobility2012 11 09 congressi e convegni2012 11 08 Parco energie rinnovabili2012 11 08 padovanews2012 11 08 padovanet2012 11 08 Ivo Rossi politico2012 11 08 facebook parco energie rinnovabili2012 11 07 Unioncamere nazionale2012 11 07 parco scientifico tecnologico galileo2012 11 07 padova oggi2012 11 07 facebook padova turismo2012 11 07 facebook consorzio agrario pd ve2012 11 07 facebook banca del tempo cittadella2012 11 07 ARGAV giornalisti2012 11 07  Italwin azienda2012 11 06 APS Holding azienda2012 10 30 padovando2012 10 30 ipadova Oggi2012 10 21 greeneconomy facebook2012 10 19 UNIONCAMERE progetto energie rinnovabili2012 10 20 TUTTOGREEN greeneconomy2012 10 13 legambiente per le energie rinnovabili2012 10 12 energie rinnovabili2012 10 12 B CCIAA Padova newsletter2012 10 12 A CCIAA Padova home

 

 

 

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FOTO convegno “La Mobilità Elettrica nel territorio padovano”, 13 novembre 2012 Parco Energie Rinnovabili di Padova

Ecco le foto del convegno tenutosi il 13 novembre 2012 al Parco delle Energie Rinnovabili di Padova “La Mobilità Elettrica nel territorio padovano”, organizzato dalla CCIAA di Padova e Confservizi Veneto con il supporto di enti e realtà produttive padovane.

L’iniziativa è stata riconosciuta dalla CNI UNESCO nell’ambito della Settimana per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2012 e patrocinata da Unioncamere Veneto e Comune di Padova. A breve saranno pubblicate le slide degli interventi. INFO: Confservizi Veneto, tel. 049/8071777, email direttore@confserviziveneto.net.

Workshop e laboratori evento a Sant’Elena 9 novembre 2010

L’evento tenutosi durante tutta la giornata del 9 novembre alla Villa De Cumani nel Comune di Sant’Elena è stato focalizzato sui temi della Sostenibilità e Responsabilità Sociale con riferimento al tessuto industriale, sociale ed economico del territorio padovano.

Grazie alla collaborazione del prof. Giampietro Vecchiato, docente al Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione Università di Padova, Confservizi Veneto ha voluto valorizzare le capacità reportistiche di Eleonora Marampon e Aurora Zotto. Le due laureande hanno offerto un lodevole contributo di analisi sul campo.

L’evento del 9 novembre ha visto operare insieme un gran numero di persone del modo educativo e associativo no-profit, con esponenti di realtà imprenditoriali di Confservizi Veneto ed amministratori locali.

Allievi, docenti e dirigenti scolastici dell’Istituto Comprensivo Villa Estense, esponenti di A.G.E e referenti di FERPI si sono ben integrati nel lavoro dei laboratori insieme a Sindaco e intera Giunta comunale di Sant’Elena a staff e dirigenti di Confservizi Veneto, referente di Unioncamere Veneto e rappresentanti delle imprese associate a Confservizi Veneto.

Obiettivo della giornata è stato il coinvolgimento di studenti e operatori in un’esperienza di dialogo e riflessione basata sul contatto diretto con enti locali e rappresentanze istituzionali, attraverso la realizzazione di quattro laboratori a cui i ragazzi hanno partecipato divisi in gruppi.

Ciascun laboratorio, supervisionato da una figura di riferimento appartenente agli enti sopraelencati, ha avuto un contenuto e un obiettivo specifici:

  • Laboratorio 1: riflessione sul ruolo e sulla valorizzazione delle persone con disabilità nei sistemi d’impresa, attraverso l’analisi delle difficoltà legate all’inserimento nel mondo del lavoro e l’ideazione di proposte per potenziare l’integrazione. Hanno partecipato: A.G.E. Speciale e Bacino Padova 3; l’incontro ha previsto anche il contatto diretto con persone diversamente abili, educatori e tutor;
  • Laboratorio 2: introduzione al tema della Corporate Social Responsibility e sua declinazione dal punto di vista del singolo cittadino. Ha partecipato Unioncamere Veneto;
  • Laboratorio 3: educazione allo sviluppo sostenibile; approfondimento di concetti come sostenibilità del territorio e responsabilità, inseriti in una visione non solo cittadina, ma globale. Ha partecipato la CNI UNESCO;
  • Laboratorio 4: con il supporto di un animatore locale, sviluppo delle meta-competenze degli allievi attraverso il progetto “giovani reporter”.

I laboratori si sono svolti durante tutto l’arco della giornata, che si è divisa in due momenti principali, la mattina e il pomeriggio. Gli studenti, divisi nei quattro gruppi di lavoro, sono stati seguiti dalle figure di riferimento e guidati lungo un percorso che ha portato ad un approfondimento di tematiche di grande rilevanza e attualità.

Un ruolo da protagonisti lo hanno sicuramente svolto gli allievi nei primi tre laboratori, i ragazzi hanno inizialmente affrontato la tematica propria del gruppo, ascoltando attentamente la spiegazione dei concetti fondamentali e apportando successivamente le loro idee e opinioni riguardo ad essi: parole chiave come “Sostenibilità” e “Responsabilità Sociale d’Impresa” sono divenute familiari, non solo come conoscenze ma anche come spunti di riflessione e stimoli per la creazione di idee e di progetti.

Gli allievi hanno inoltre potuto esprimere la loro creatività attraverso la realizzazione di un logo riassuntivo dei temi trattati nel laboratorio: simboli e colori si sono mischiati dando vita non solo a delle semplici figure, bensì a un insieme di idee che sono state successivamente spiegate e descritte dai ragazzi stessi.

Infine, come ultimo compito, l’impegno si è concentrato sulla risposta a una serie di domande riguardanti le attività svolte e gli argomenti trattati, che hanno fornito ulteriori motivazioni di approfondimento e di analisi.

Il quarto laboratorio si è svolto secondo una modalità differente: i ragazzi si sono cimentati nel ruolo di “Giovani reporter”, osservando gli altri tre gruppi nella fase di lavorazione, intervistando i loro compagni e scrivendo un breve sunto dei contenuti principali analizzati nei vari lavori di gruppo. Tematiche rilevanti e di portata globale hanno così trovato una declinazione più accessibile agli studenti, che hanno lavorato in modo ottimo, con impegno e serietà, in tutte le fasi dei laboratori.

Grande importanza è stata data al coinvolgimento di ogni singolo componente del gruppo, che ha potuto esprimersi attraverso idee e possibili soluzioni ai problemi, nel rispetto delle opinioni altrui e attraverso un’operazione di collaborazione che è stata sicuramente fruttuosa e coinvolgente.

Riflettere in maniera partecipata e condivisa in materia di sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa ha costituito una sfida di un certo spessore per degli alunni delle scuole medie, i quali non sono soliti affrontare queste tematiche nei normali circuiti scolastici. La difficoltà iniziale è stata, infatti, quella di far capire agli studenti il significato di concetti quali la Corporate Social Responsibility, in assenza – assolutamente giustificata – di un background culturale che permettesse loro di comprendere a pieno tali tematiche.

Proprio in virtù di quest’ultima considerazione, i tutor e i relatori dei quattro diversi laboratori hanno capovolto la prospettiva d’analisi mettendo al centro le esperienze quotidiane dei ragazzi per rapportarle poi al tema-conduttore del laboratorio. Ad esempio, la questione della CSR (molto difficile da comprendere per dei ragazzi che, data la giovane età, sono estranei alle logiche d’impresa) è stata affrontata a partire dal modo in cui ciascuno di noi può essere “socialmente responsabile” nella propria quotidianità, attraverso pratiche di consumo critico, adozione di stili di vita rispettosi di ambiente e persone, etc… .

La risposta degli studenti a questo tipo di stimoli è stata oltremodo positiva: nonostante la difficoltà dei concetti affrontati, i ragazzi si sono resi disponibili alla partecipazione e al dialogo, dimostrando creatività e versatilità nell’ideare proposte concrete per migliorare la loro realtà locale.

Ciò costituisce anche un modo per iniziare a formare futuri cittadini, in un’ottica di consapevole partecipazione alle problematiche e alle criticità del territorio; è infatti auspicabile che, imparando il linguaggio della sostenibilità e dello sviluppo fin da piccoli, gli adulti di domani sappiano tradurre in azioni concrete e ragionate il loro impegno per preservare l’ambiente e per migliorare la qualità della vita dell’intera comunità.

L’esperienza vissuta a villa De Cumani, inoltre, ha avuto un ulteriore pregio, quello cioè di essersi configurata, seppur in forma molto temperata, come una piattaforma di dialogo e relazione tra la società civile (rappresentata da studenti, educatori e associazione AGE), istituzioni e operatori economici.

La presenza di esponenti del mondo imprenditoriale e politico è stata ricercata dagli organizzatori proprio per poter offrire ai ragazzi un contatto diretto con queste diverse realtà, permettendo ai ragionamenti teorici di declinarsi in considerazioni pratiche. Anche questo costituisce uno step nello stimolare quella cittadinanza attiva e responsabile che è condizione necessaria per giungere a uno sviluppo armonico del territorio.

Rassegna stampa:

Link ai materiali web disponibili online:

https://sostenibileresponsabile.wordpress.com

http://santelenapadova.wordpress.com

http://veronasostenibileresponsabile.wordpress.com

http://vocabolario.wordpress.com

http://corsoformazionepadova.wordpress.com

http://www.youtube.com/sostenibileresponsab

http://www.facebook.com/sostenibileresponsabile

http://www.slideshare.net/SostenibileResponsabile

NEWS Progetto “Padova Sostenibile & Responsabile” 11.2010

Sono stati pubblicati i video sul canale YouTube del Progetto “Padova Sostenibile & Responsabile”

Il link a YouTube è: http://www.youtube.com/sostenibileresponsab

Qui sotto c’è l’anteprima dei video e i link sui quali si può cliccare per accedere direttamente ai materiali.

Il link al sito ufficiale 2010 è: http://santelenapadova.wordpress.com

Confservizi Veneto ringrazia tutte le persone, istituzioni, enti, imprese e associazioni che hanno fin qui partecipato dal 2009 🙂

0:37 T come Territorio

0:45 F come Formazione

3:53 Conclusioni CNI UNESCO ESS e Sindaco S. Elena.MOV

1:48 Sintesi laboratorio 01 Abilità Diverse.MOV

2:33 Sintesi laboratorio 02 CSR.MOV

2:39 Sintesi laboratorio 03 ESS.MOV

1:33 Sintesi laboratorio 04 Giovani Reporter.MOV

0:29 Contributo di CNI UNESCO ESS – Francesco.MOV

1:14 Contributi di operatori educativi locali – Docente Scuola Media.MOV

0:57 Contributi di studenti universitari FERPi – Aurora.MOV

0:49 Contributi di animatori territoriali – Irene.MOV

0:55 Contributi di operatori locali – Rino.MOV

2:19 Contributi del Terzo Settore locale – AGE Simona.MOV

1:44 Contributi di Autorità locali – Sindaco.MOV


EVENTI CONFSERVIZI VENETO Settimana Educazione Sviluppo Sostenibile 2010 – 8 > 14 novembre 2010

Confservizi Veneto è lieta di comunicare che la CNI Italia UNESCO, per il secondo anno consecutivo, ha concesso alla Confservizi Veneto il proprio riconoscimento DESS (Decennio Educazione Sviluppo Sostenibile).

Ecco gli eventi per le iniziative legate allo Sviluppo Sostenibilite e Responsabile che si terranno in Veneto con focus sulla MOBILITA’

 

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AGENDA REPORT CONFSERVIZI VENETO

Sviluppo Sostenibile & Responsabile 2010

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WORKSHOP AREA 1 SUPPORT INN

“MOBILITA’ e AMBIENTE a KM ZERO”

8 novembre 2010, ore 10:00 – 12:30

c/o Sala Workshop Grand Hotel Terme di Montegrotto

Progetto SUPPORT-INN Area MOBILITA’ e AMBIENTE

 

Il progetto si pone l’obiettivo generale di avviare un processo di innovazione mirata alla riorganizazione dei servizi pubblici del territorio padovano secondo l’ottica “km zero”.

In sostanza, si tratta di analizzare la supportabilità del trasferimento nei servizi pubblici della filosofia avviata con successo nella filiera agroalimentare veneta grazie alla Legge Regionale n.7 del 25 agosto 2008. Il progetto vuole cogliere la concreta opportunità di innovare i trasporti pubblici per creare nuovo sviluppo sostenibile centrato sul nuovo sistema della mobilità introdotta dal tram e migliorare il servizio tradizionale dei bus.

Nella strategia volta a favorire la Mobilità Sostenibile nell’ambito del trasporto passeggeri, un ruolo centrale è quello svolto dal trasporto intermodale, resosi necessario per attenuare le conseguenze dell’invasività, nei confronti della vita urbana, di un sistema di spostamento basato sull’automobile.

Questo ambito del progetto prende spunto da quanto già realizzato dalla nostra azienda associata APS Holding in cooperazione con Trenitalia. Si tratta del servizio “Freccia Blu”, ovvero un eccellente esempio patavino di mobilità intelligente avviato di recente, nato dalla combinazione tra il Tram ed il Treno. Ciò permette di raggiungere Roma in 3 ore e un quarto, senza l’utilizzo della propria vettura che può essere lasciata nei parcheggi scambiatori dislocati in prossimità delle fermate di trasporto pubblico.

Programma in fase di pubblicazione.

N.B. Partecipazione su invito limitata a n. 40 persone, di cui 20 già prenotate.

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GIORNATA DI LAVORO

SVILUPPO SOSTENIBILE & RESPONSABILE

9 novembre 2010, ore 10:00 – 18:00

c/o Villa De Cumani – Comune di Sant’Elena – Padova

2 Conferenze e 4 laboratori

Partecipano: CCIAA Padova e Unioncamere Veneto, AGE Speciale, UNUESCO-DESS, III^ Scuola Media Sant’Elena, Bacino Padova 3, Aziende associate Confservizi Veneto partner fase sperimentazione e avio 2009, Associazioni no-profit padovane e del Triveneto, Comuni partner in ipotesi del Comune di San’Elena.

Visita guita alla Villa (e parco di 7 ettari in caso di bel bel tempo)

Programma in fase di pubblicazione.

N.B. Partecipazione limitata a n. 80 persone, di cui 60 già prenotate.

Con la Giornata di lavoro articolata in Workshop e laboratori, Confservizi Veneto si pone l’obiettivo strategico 2010/2011 di avviare un percorso insieme a un gruppo di Enti Locali padovani coordinati dal Comune di Sant’Elena. Grazie all’avvenuta adesione e riconoscimento al Programma UNESCO, “Città e Cittadinanza” del 2009, Confservizi Veneto intende valorizzare la “Guida alla Sostenibilità e Responsabilità” allo scopo di rendere rendere ancora più pregnante il ruolo per le aziende di servizio pubblico. L’aspettativa della Giornata di lavoro con Workshop e laboratori del Progetto “Territorio padovano Sostenibile & Responsabile” è quella di operare con programmi operativi locali assieme ai comuni e società civile, per creare le premesse di un futuro più equo ed armonioso, in cui l’educazione rivesta un ruolo di primo piano.

LABORATORI GIORNATA DI LAVORO

Nella Giornata del 9/11, presso la Villa De Cumani nel Comune di Sant’Elena, ci saranno i seguenti quattro laboratori con 10 x 4 persone “in situazione” sedute attorno al tavolo e 10 x 4 persone sedute “osservatori partecipativi”  e partecipanti attivi all’inizio e alla fine dei laboratori:

  1. nella direzione di progettare e promuovere nuove iniziative 2011 rivolte alla società civile, il primo Laboratorio con “A.G.E. Speciale” (partecipazione di diversamenti abili con Sindrome di Down con educatori e tutor) e Bacino Padova 3 (partecipazione di diversamente abile con tutor) nel quale si tenterà di implementare la strategia dell’Unione Europea decisa per l’Anno Europeo 2010 dedicato alla “lotta alla povertà e l’esclusione sociale” (Decisione n. 1098/2008/CE, Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2008). Questo laboratorio ha come progetto pedagogico i seguenti elementi:
  2. il secondo Laboratorio verterà sullo stato di applicazione della CSR nel territorio padovano con panoramica sul Veneto e sarà coordinato dal Servizio Promozione CCIAA Padova in staff con la supervisione e relazione attività 2007/2010 di Unioncamere Veneto. A questo proposito viene opportuno spiegare l’importanza del “Progetto CSR Veneto“, ispirato secondo il Principio di Sussidiarietà  dal filone progettuale ministeriale, ha infatti le proprie peculiarità dovute a scelte specifiche fatte da Regione del Veneto e attuate da Unioncamere del Veneto. Fanno parte di questo progetto le attività di comunicazione, di promozione e di formazione e la definizione dei requisiti minimi per un percorso di responsabilità sociale d’impresa da cui è stata sviluppata la griglia di autovalutazione dedicata alle imprese e che rispondono ad un’impostazione voluta e approvata dalla Regione Veneto. La griglia è in fase di sperimentazione presso un campione di circa 40 imprese volontarie segnalateci dalle Camere di Commercio tra cui rientra anche Confservizi Veneto in funzione del progetto “Padova Sostenibile & Responsabile 2009/2010” in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova.
  3. il terzo Laboratorio, prevede il coinvolgimento delle organizzazioni che, accanto agli amministratori ed ai dirigenti di impresa delle Aziende Associate a Confservizi Veneto, esaminerà la tematica della Salute e Sicurezza sul lavoro. Per questo laboratorio è in progetto la partecipazione della CCIAA Padova con il Progetto “Padova+Sostenibile” -> v. dettaglio:
  4. il quarto laboratorio sarà organizzato con autonomo progetto pedagogico culturale, creativo ed artistico dal docente con gli alunni di III^ della Scuola Media di Sant’Elena in orario di lezione dalla mattina alle ore 16:00. Questo laboratorio avrà come obiettivo lo sviluppo delle “metacompetenze” degli allievi. In questa direzione sarà affiancato personale e collaboratori specializzati Confservizi Veneto, nonché potenziato l’aspetto delle nuove tecnolgie ICT open source per la didattica poichè è prevista la dotazione di: a) notebook; b) videoproiettore; c) connessione al sito dell’evento (sarà online dal 30 ottobre 2010); d) digitale per foto e video; e) accesso e pubblicazione materiali al canale YouTube Confservizi veneto 2.0; accesso e pubblicazione materiali al sito 1/2009 del “Progetto Padova Sostenibile & Responsabile”; f) accesso e pubblicazione materiali per l’aggiornamento del sito 2/2009 “Vocabolario Padova Sostenibile & Responsabile” e del Canale YouTube di Confservizi Veneto 2.0 dedicato al “Vocabolario Padova Sostenibile & Responsabile”.

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WORKSHOP AREA 2 SUPPORT INN

“SANITA’ A KM ZERO”

10 novembre 2010, ore 10:00 – 12:30

c/o Sala Workshop Grand Hotel Terme di Montegrotto

Progetto SUPPORT-INN Area SANITA’ (settore Biomedicale)

Il progetto si pone l’obiettivo generale di avviare un processo di innovazione mirata alla riorganizazione dei servizi pubblici del territorio padovano secondo l’ottica “km zero”.

In sostanza, si tratta di analizzare la supportabilità del trasferimento nei servizi pubblici della filosofia avviata con successo nella filiera agroalimentare veneta grazie alla Legge Regionale n.7 del 25 agosto 2008 . Come obiettivo operativo si tenterà di far incontrare domanda e offerta di innovazione tra il mondo della ricerca tecnologica applicata, con gli utilizzatori e le aziende produttrici di apparecchiature e materiali.

Le azioni progettuali sono mirate all’innovazione dell’area Sanità in ambito biomedicale. Nello specifico si andrebbe a coinvolgere l’Azienda Ospedaliera e l’ULSS 16 Padova. Si sottolinea che tra esami di laboratorio, prestazioni specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, la sola Azienda Ospedaliera conta oltre 4.500.000 di ticket che impegnano più di 5.000 addetti.

Confservizi Veneto intende cogliere le opportunità di innovazione emergenti del mercato dei dispositivi medici legato alla domanda di salute e benessere da parte dei cittadini/clienti/utenti, accresciuto dal fattore invecchiamento della popolazione e dal crescente processo di innovazione tecnologica.

Programma in fase di pubblicazione.

Ipotesi EXPO di alcune apparecchiature di ultima generazione

N.B. Partecipazione su invito limitata a n. 40 persone, di cui 30 già prenotate.

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WEEKEND FINALE VERONA 2010

“Verona Sostenibile & Responsabile”

13 novembre 2010, pomeriggio

14 novembre 2010, ore 10:00 – 16:30

VERONA – Piazza Bra (e altra location per Convegno in corso di perfezionamento)

Il progetto “Verona Sostenibile & Responsabile” basa i propri orientamenti fondamentali su due precise linee, ovvero la Sostenibilità intesa come Sviluppo Sostenibile e la Responsabilità Sociale delle Imprese.

Questa seconda linea, conosciuta anche come Corporate Social Responsibility, CSR o CSR-SC, permette di agire nei processi delle aziende al fine di integrare le preoccupazioni sociali e ambientali nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.

In particolare Confservizi Veneto si pone l’obiettivo di continuare la propria attività istituzionale con la proposta dell’UNESCO DESS 2010 per l’Educazione allo sviluppo sostenibile e con il programma dell’Unione Europea per l’anno europeo 2010 dedicato alla “lotta alla povertà e l’esclusione sociale”, al fine di promuovere iniziative anche rivolte alla società civile.

Confservizi Veneto, nella fase iniziale di avvio del progetto entro dicembre 2010, intende coinvolgere nel progetto le Public Utilities presenti sul territorio, veronese. Priorità 2010 è riservata alla MOBILITA’, ma nell’ottica di cooperazione territoriale per lo Sviluppo Sostenibile & Responsabile, l’invito di partecipazione è orientato a: AGSM, AGS, CISIAG, AMIA, ATV, AGEC, AO e ULSS 22.

Il progetto punta alla sperimentazione dei requisiti minimi del “Progetto CSR Veneto” e approvati dalla convenzione Unioncamere Veneto e Regione del Veneto. In questa direzione, considerata la capillarità di diffusione territoriale del sistema dei servizi pubblici veronesi, verrà prestata particolare attenzione ai temi dello sviluppo sociale, trasparenza e partecipazione in generale.

Alcune proposte 2010/2011 da sviluppare ie implementare nei POF 2011/2012 (Piano Offerta Formativa) verranno riservate alle comunità e alle agenzie educative veronesi con iniziative promosse assieme alle aziende associate e con il richiesta di riconoscimento di Confservizi Veneto alla CNI UNESCO-DESS.

Programma in fase di pubblicazione.

N.B. Partecipazione al Convengo su invito limitata a n. 100 persone, di cui 40 già prenotate. Per la partecipazione della domenica si rimane in attesa di autorizzazione circa la location espostiva ed eventi in Piazza Bra e port ici.

N.B. E’ STATO RICHIESTO RICONOSCIMENTO STRAORDINARIO ALLA CNI UNESCO-DESS O

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Il territorio e la configurazione dei legami produttivi

Pubblichiamo un interessante articolo scientifico dal sito della società italiana di statistica. Nell’ottica dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale d’impresa, lo colleghiamo  al nostro recente post sul tema della stakeholder  theory e la visione dell’impresa, in particolare nei rapporti tra imprese e territorio.

sistemi locali del lavoro [1] sono partizioni territoriali relativamente chiuse rispetto alla mobilità esterna del fattore lavoro (questa è una caratteristica costitutiva inerente la loro stessa definizione), ma potenzialmente aperte rispetto ai legami tra imprese e tra strutture produttive. È noto che il modello italiano, specialmente nel suo elemento “distrettuale”, è incentrato sulla piccola e piccolissima dimensione d’impresa, soprattutto in ambito manifatturiero: questa caratteristica è universalmente considerata un elemento di vulnerabilità del nostro sistema economico.

È altrettanto noto che, all’apparenza, le imprese italiane non perseguono diffusamente – per ridurre questa vulnerabilità – strategie volta a compensare gli svantaggi della piccola dimensione attraverso relazioni formalizzate. I gruppi d’imprese coinvolgono circa il 3 per cento delle unità attive, anche se il loro peso in termini di addetti e di fatturato è molto più elevato, a testimonianza del fatto che il fenomeno interessa soprattutto le imprese di dimensioni maggiori. Le relazioni che s’instaurano sulla base di rapporti di commessa e subfornitura, o di altre forme di collaborazione formalizzata (accordi di collaborazione per la produzione, di mercato o per l’innovazione tecnologica e organizzativa) sono relativamente più diffuse, ma non in misura sufficiente a controbilanciare, attraverso una strategia di organizzazione flessibile, gli svantaggi di un ridotto peso aziendale. Secondo molti studi, a scala locale s’intessono di frequente altri tipi di collaborazione tra imprese, di carattere informale, ma proprio la loro natura non consente di darne un’adeguata rappresentazione statistica.

Il tema del controllo delle unità produttive presenti all’interno di un sistema locale è un aspetto collegato: a differenza del fattore lavoro, per definizione endogeno, le unità di produzione possono essere espressione delle imprese della stessa area, oppure essere controllate da imprese che hanno sede in altri territori. Questa analisi presenta più di un motivo d’interesse: in primo luogo, essa permette di cercare conferme all’ipotesi secondo la quale lo sviluppo italiano, almeno dagli anni Settanta, avviene per “contagio” e diffusione da poli; [2] in secondo, consente di comprendere se, nella competizione tra territori, hanno maggiore successo i sistemi locali in cui è più vivace l’imprenditorialità endogena, oppure quelli interessati dalla localizzazione di unità locali di imprese esterne all’area (con importanti implicazioni in termini di politiche di sviluppo) [3] in terzo, offre la possibilità di analizzare le reti disegnate sul territorio da queste relazioni tra imprese e localizzazioni produttive.

Le informazioni raccolte dall’Istat sulle imprese [4] e le unità locali [5] consentono di condurre questa analisi con riferimento all’anno 2006 e alla geografia dei 686 sistemi locali del lavoro.

Nel 2006 le imprese plurilocalizzate [6] erano 263.930 (il 6,0 per cento delle imprese rilevate nell’archivio statistico delle imprese attive), organizzate in 678.995 unità locali. Si tratta in genere delle imprese di maggiori dimensioni e relativamente più strutturate, soprattutto nei settori manifatturieri. Le unità locali che fanno riferimento a imprese plurilocalizzate sono il 14,1 per cento del totale e vi opera il 37,7 per cento degli addetti.

A livello territoriale, un primo indicatore – il rapporto tra gli addetti alle imprese localizzate all’interno di un sistema locale e gli addetti alle unità locali del medesimo sistema – misura la presenza di unità produttive governate da un centro decisionale esterno. Valori dell’indicatore inferiori all’unità individuano i sistemi locali in cui una parte degli addetti opera all’interno di unità locali dipendenti da imprese esterne all’area, mentre valori superiori all’unità definiscono sistemi locali le cui imprese hanno addetti operanti in unità localizzate in altri sistemi. Il rapporto varia tra un massimo di 1,419 e un minimo di 0,661.

La distribuzione è simmetrica, ma con un’elevata concentrazione in prossimità della media, dove si addensano le imprese unilocalizzate. Prendendo in considerazione il 25 per cento dei sistemi locali all’uno e all’altro estremo della distribuzione, connotati come i centri decisionali e i sistemi a presenza esogena, i primi si concentrano soprattutto nel Nord-est, che conferma il suo ruolo fondamentale nell’orientare le scelte produttive dell’economia italiana. Sul versante opposto, i sistemi a presenza esogena sono relativamente più rappresentati nel Nord-ovest e nel Centro. I sistemi locali a bassa interdipendenza, meno toccati dai rapporti di interscambio tra headquarters d’impresa e stabilimenti di produzione, sono relativamente più diffusi nel Mezzogiorno.

Restringendo l’esame alle sole imprese plurilocalizzate, è possibile utilizzare gli strumenti della network analysis per descrivere la rete, l’intensità e le caratteristiche delle interrelazioni tra la sede dell’impresa e le sue unità locali. In ogni impresa plurilocalizzata, infatti, sussistono legami operativi tra la sede principale (che accentra le funzioni direzionali) e le altre unità locali (che ne sono governate): sono legami orientati dal verso delle relazioni di comando, che hanno un evidente aspetto geografico riferito alla diversa localizzazione sul territorio della sede d’impresa e delle sue unità locali e la cui intensità può essere convenientemente misurata dal numero di addetti di ogni unità locale governati dall’impresa-madre. I legami emergenti testimoniano l’esistenza di una relazione produttiva tra due territori. Nel complesso, la rete che si viene a creare tra i territori di localizzazione delle imprese-madri e quelli in cui sono ubicate le loro unità locali è piuttosto densa: [7] attiva il 5,8 per cento dei legami possibili (che sono tutti quelli che collegano due sistemi locali, cioè quasi 240 mila).

Allo scopo di apprezzare il numero di legami “attivi” che ciascun sistema locale stabilisce con altri (tramite le sue imprese-madri che controllano unità locali ubicate altrove) e il numero di legami “passivi” (gli addetti a unità locali operanti sul suo territorio che sono controllati da imprese-madri di altri sistemi) si può fare riferimento a misure di centralità. L’out-degree più elevato si rileva a Roma, le cui imprese controllano unità locali in tutti gli altri sistemi locali, mentre per l’in-degree il valore massimo si tocca per Milano, dove sono ubicate unità controllate da imprese localizzate in altri 343 sistemi locali. Considerando insieme i due indicatori, come misura sintetica del grado d’interconnessione di ciascun sistema locale con il resto della rete, emergono ai primi dieci posti i sistemi locali delle città di dimensioni medio-grandi (nell’ordine – oltre ai citati Roma e Milano – Bologna, Torino, Napoli, Padova, Firenze, Bergamo, Verona e Genova).

La forma delle reti individuate è un altro elemento interessante. Le reti piccole e relativamente chiuse presentano svantaggi rispetto a reti più aperte, con legami a nodi esterni alla rete principale: questi, infatti, facilitano la circolazione di informazioni, di idee innovative, dei fattori mobili della produzione, delle conoscenze esplicite e tacite. Dal punto di vista dei singoli nodi è più vantaggioso essere connessi anche ai nodi di altre reti, piuttosto che avere un grande numero di connessioni tutte all’interno della rete di appartenenza. Per converso, alcuni nodi – quelli che connettono tra loro reti o parti di reti diverse – rivestono un ruolo strategico d’interconnessione tra reti che altrimenti resterebbero separate. Grazie all’esistenza di questi “legami deboli”, [8] la maggior parte dei nodi può essere raggiunta con un numero limitato di passaggi: reti con queste caratteristiche sono definite “piccoli mondi”. [9]

La rete disegnata nella geografia dei sistemi locali del lavoro dalle relazioni tra imprese-madri e loro unità presenta le caratteristiche di un “piccolo mondo”: la distanza media tra i sistemi locali è di poco superiore a due (in media, ogni sistema locale appartenente alla rete è connesso a un altro sistema locale da meno di due passaggi; quelli più “distanti” [10] tra loro sono Ales (Oristano) e Vilminore di Scalve (Bergamo) con quattro gradi di separazione, ma il livello di aggregazione della rete nazionale è oltre dieci volte superiore al valore atteso nell’ipotesi di un grafo casuale. Un livello di aggregazione relativamente elevato trova riscontro nella presenza di clique, cioè di porzioni della rete in cui ogni nodo è connesso con tutti gli altri. In particolare, nella rete dei sistemi locali raccordati dalla presenza di imprese plurilocalizzate si individuano 20 clique di quattro o più elementi. Inoltre, molti nodi sono presenti in più di una clique: spiccano tra tutti i sistemi locali di Milano (presente in 15 clique) e di Roma (in 14).

Alcune conclusioni: la struttura della rete creata tra i sistemi locali del lavoro dai legami funzionali tra le imprese plurilocalizzate e le loro unità locali – caratterizzata dalla presenza simultanea di “legami deboli” e da elevati livelli di aggregazione – appare favorevole alla trasmissione dell’innovazione, nonché alla circolazione delle conoscenze e alla mobilità dei fattori della produzione. L’interazione tra imprese e tra territori è un fattore di crescita: la presenza contemporanea di sistemi locali capaci di uscire dalla propria localizzazione originaria creando unità locali in contesti diversi e di sistemi locali aperti al contributo (anche di innovazione tecnologica e organizzativa) delle imprese esterne è un elemento di successo. Trova conferma anche la tesi che il ruolo propulsivo svolto dai centri decisionali si esercita soprattutto “per contagio”, non soltanto per contiguità territoriale, ma anche per affinità nel mix delle attività produttive. Per dispiegare i suoi effetti potenziali, la strategia di espansione delle imprese dei centri decisionali deve trovare un terreno ricettivo nell’apertura dei sistemi locali oggetto delle scelte di localizzazione (sistemi a presenza esogena).

La rete costruita a partire dalle imprese plurilocalizzate è contraddistinta dal ruolo che vi rivestono alcuni nodi, e in particolare da Milano e Roma. La presenza di questi hub [11] rappresenta al tempo stesso un punto di forza e uno di debolezza: la struttura è robusta rispetto a perturbazioni e shock esogeni a carattere casuale (la maggior parte dei nodi sono relativamente poco connessi e il problema resta limitato a una porzione ridotta della rete), ma estremamente vulnerabile nei suoi nodi centrali. Nonostante il carattere diffuso dello sviluppo locale italiano, la dipendenza da un limitato numero di centri decisionalirende il sistema economico italiano fragile rispetto a situazioni di difficoltà economica che colpiscono le città più importanti.

a cura di Giovanni A. Barbieri

[1] I sistemi locali del lavoro (Sll) sono aggregazioni di comuni contigui, costruite sulla base degli spostamenti giornalieri per motivi di lavoro, rilevati in occasione dei Censimenti della popolazione. Un Sll è una regione funzionale, che si definisce come un’area di “auto-contenimento” dei flussi di pendolarismo. La scelta della griglia territoriale di riferimento dei sistemi locali consente di analizzare la geografia economica e sociale secondo una suddivisione del territorio che scaturisce dall’auto-organizzazione delle dinamiche relazionali. Il quadro che ne emerge è più ricco di quello consentito dalle analisi condotte a una scala meno fine, nelle quali inevitabilmente le differenze territoriali vengono celate dalla situazione media regionale o provinciale.

L’articolo rielabora i risultati di una ricerca presentata in: Istat (2009). Rapporto annuale. La situazione del Paese nel 2008. Roma: Istat.

[2] Istat (2008). Rapporto annuale. La situazione del Paese nel 2007. Roma: Istat. pp. 163-173.

[3] Per una prima analisi: Istat (2007). Rapporto annuale. La situazione del Paese nel 2006. Roma: Istat. pp. 162-167.

[4] Istat (2008). Struttura e dimensione delle imprese – Archivio statistico delle imprese attive. Statistiche in breve. Roma: Istat. 24 luglio 2008.

[5] Istat (2009). Struttura e dimensione delle unità locali delle imprese. Tavole di dati. Roma: Istat. 12 marzo 2009. Per unità locale s’intende un’impresa o parte di un’impresa situata in una località topograficamente identificata, dove una o più persone svolgono (anche a tempo parziale) attività economiche per conto di una stessa impresa.

[6] L’impresa plurilocalizzata è un’impresa che svolge le proprie attività in più luoghi, ciascuno dei quali costituisce un’unità locale dell’impresa.

[7] La misura della densità, una delle statistiche descrittive utilizzate nella network analysis, viene calcolata rapportando l’effettivo numero di legami esistenti in una rete al massimo numero di legami possibile e consente sia di valutare quanto i nodi di una rete siano interconnessi, sia di operare una classificazione della loro centralità.

[8] Granovetter, Mark S. 1973. “The Strength of Weak Ties”, American Journal of Sociology, 78, Issue 6, May: 1360-1380.

[9] L’espressione fa riferimento a un noto esperimento condotto nel 1967 dal sociologo Stanley Milgram. Il concetto di “piccolo mondo” è stato formalizzato nel 1998 (Watts, Duncan J. e Steven H., Strogatz. 1998. “Collective Dynamics of Small-World Networks”. Nature 393: 440–442.): rispetto a un grafo in cui i nodi sono connessi casualmente, un “piccolo mondo” è caratterizzato da una contenuta distanza media tra i nodi (Aspl), ma anche da un livello di aggregazione (Cc) significativamente più alto di quanto atteso in un grafo casuale.

[10] Questa “distanza”, che misura il grado di separazione nella rete, non ha necessariamente un corrispettivo geografico.

[11] Si tratta, sotto il profilo matematico, di una rete “a invarianza di scala” (Barabási, Albert-László e Albert, Réka. 1999. “Emergence of Scaling in Random Networks”. Science 286: 509-512.).

Anche il “Km0” protagonista della Settimana 2010 per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile

L’edizione 2010 della Settimana UNESCO di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che si terrà dall’ 8 al 14 novembre 2010 e sarà dedicata al tema della Mobilità.

Anche quest’anno, sotto l’egida e il coordinamento della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, scenderanno in campo centinaia e centinaia di realtà, dalle istituzioni alle scuole, dalle associazioni alle imprese, dalle fondazioni alle università, dando vita a una fitta rete di eventi del genere più diverso: convegni, giochi, escursioni, mostre, laboratori, spettacoli, dimostrazioni.

Scopo della manifestazione è diffondere le competenze, le sensibilità, le conoscenze e le capacità necessarie a costruire nuovi modi di interpretare e vivere gli spazi collettivi che riescano a soddisfare le esigenze di spostamento e di fruizione delle società contemporanee senza compromettere la vivibilità, la salute e le risorse vitali per l’umanità.

Inquinamento, pianificazione urbana, cambiamenti climatici, veicoli ecologici, aree pedonali e ciclabili, trasporti inter-modali, pedaggi urbani, democrazia partecipata, sicurezza, consumi e alimentazione a “chilometri zero”, salute: sono solo alcune delle tematiche che saranno affrontate per cercare e incoraggiare risposte e soluzioni innovative, immaginando scenari possibili per uno sviluppo sostenibile. Gli appuntamenti potranno essere organizzati in qualsiasi regione italiana: tutti coloro che sono a vario livello impegnati nell’educazione alla sostenibilità sul territorio sono invitati ad aderire promuovendo iniziative da inserire nel programma nazionale e curandone la realizzazione.

La Settimana s’inquadra nel ‘DESS – Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005 – 2014’, campagna mondiale proclamata dall’ONU e coordinata dall’UNESCO, allo scopo di diffondere valori, conoscenze e stili di vita orientati al rispetto del bene comune e delle risorse del pianeta. A scegliere il tema dell’anno è il ‘Comitato nazionale DESS’ che si compone di tutte le principali realtà che operano a ogni livello in Italia per promuovere la “cultura della sostenibilità”: istituzioni, associazioni, rappresentanze socio-economiche, ONG, centri di ricerca e formazione, reti di scuole, agenzie ambientali.

Le precedenti edizioni della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile sono state dedicate ai temi dell’Energia (2006), dei Cambiamenti Climatici (2007), della Riduzione e Riciclaggio dei Rifiuti (2008) e della Città e Cittadinanza (2009) ed hanno avuto uno straordinario e crescente successo di partecipazione.

Settimana ESS 2010 comunicato stampa UNESCO